I tragitti possono essere i più disparati: partendo da sud, costeggiando le sponde del bacino, si può raggiungere in poco tempo il sito archeologico di Monte Bisenzio, sbarcare in calette deserte, risalire il pendio del colle per visitare il Parco Archeologico, l’acropoli di quella che un tempo fu la dominatrice incontrastata del lago, la città umbro-etrusca di Vesentum. Oppure è possibile costeggiare il promontorio di Capodimonte che, come un cetaceo, si immerge dolcemente nelle acque del lago.

Per chi volesse spingersi al largo e affrontare un percorso più ampio, puntando la prua a nord, ci si può dirigere verso la splendida e lussureggiante Isola Bisentina, perla incontaminata, dolcemente adagiata su un letto dai colori più vari, dal blu cobalto al verde marino, attorniata da un incessante brulicare di vita e rallegrata dai gabbiani reali, dalle folaghe, dagli svassi e dai fagiani. In breve tempo poi (circa mezzora di buona pagaia) è possibile raggiungere la seconda perla del lago, la rocciosa ed altera Isola Martana, e ammirare le scogliere a picco sul lago e i ruderi dei castello che ospitò, secoli or sono, la tristemente famosa regina Amalasunta. Osservando l’isola dal lato nord inoltre, ammirando la sua scoscesa parete a forma di semicerchio si può facilmente intuire come la stessa isola costituisse uno dei coni eruttivi dell’apparato vulcanico vulsiniese.

Per tutto ciò il kayak è un mezzo unico, eccezionale, che permette di raggiungere, in poco tempo ed in perfetta autonomia, luoghi spesso inaccessibili ad altre imbarcazioni e di immergersi integralmente nell’ambiente del Lago di Bolsena.

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