Monterosso/Vernazza (3 km, 22’- 44’)

Pagaiando lungo la costa settentrionale di Monterosso si osserva la statua di un gigante in riva al mare. Rappresenta Nettuno (opera in cemento e ferro dall’architetto Francesco Levacher e dallo scultore Arrigo Minerbi del 1910). Dietro la statua si scorgono due torri: la prima è sede del circolo velico locale, mentre l’altra è stata una delle residenze del premio Nobel per la Letteratura
Eugenio Montale. Oltrepassata la spiaggia di Monterosso, si incontra
la Torre Aurora e a lato un piccolo bunker dell’ultimo conflitto mondiale. Poco più in alto appare il convento di San Cristoforo ed una torre di avvistamento genovese. Si arriva poi al nucleo centrale di Monterosso al Mare con la sua spiaggia estesa. La prima sporgenza della costa è Punta Corone, con un altro bunker e una piscina naturale tra gli scogli. Nella zona sono visibili alcune grotte scavate dal mare tra gli strati delle rocce e poco più avanti la cascata dell’Acqua Pendente. Procedendo verso Vernazza si incontrano piccole cavità e caverne (nei pressi di “Punta Lima, si trova la grotta della “Maimuna”).

Vernazza/Corniglia (3,2 km, 26’-52’)

Eccoci a Vernazza con la sua torre di avvistamento genovese. A sud una piccola spiaggia, la Tagliata. Si pagaia a fianco alla linea ferroviaria costruita nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo una frana a blocchi si scorge un grosso macigno proprio in bilico sulla scogliera. Si prosegue tra cavità, rocce affioranti e piccole cale mentre sulla terraferma si scorgono muretti a secco, testimonianze di un passato uso agricolo, ora ricoperti da macchia mediterranea. Continuando ecco la spiaggia di Guvano, poi il borgo di Corniglia: unico nelle Cinque Terre a non avere accesso diretto al mare. Per raggiungerlo dalla stazione è necessario percorrere una lunga scalinata detta “Lardarina”, costituita da 33 rampe con 382 gradini. È presente un piccolo approdo che può essere sfruttato dai canoisti.

Corniglia/Manarola (2,7 km, 22’- 44’)

Spostandosi da Corniglia verso Manarola, si pagaia accanto alla massicciata della ferrovia che sovrasta il cosiddetto “Spiaggione”, ormai completamente eroso (ma protetto da una scogliera artificiale sommersa della lunghezza di circa 150 metri). Poco prima del borgo di Manarola con le arenarie scure del Macigno che nei pressi del porticciolo appaiono quasi verticali, si incontra un piccolo approdo. Sopra la costa è ben visibile il borgo di Volastra con i suoi uliveti a picco sul mare.

Manarola/Riomaggiore (1,5 km, 11’- 22’)

L’intero percorso è dominato dalla famosa “Via dell’Amore” e da una parte del “Sentiero Azzurro”. Si passa, quindi, dalla stazione di Riomaggiore, osservando la particolarità del “porto pensile e in verticale”: per la mancanza di spiagge e di spazi il parcheggio delle imbarcazioni avviene attraverso una gru che le ripone in verticale all’interno dell’arcata della massicciata ferroviaria. Alzando lo sguardo verso l’alto si può vedere la collina del Corniolo, col suo recupero di vigneti su aree terrazzate un tempo abbandonate.

Riomaggiore/Punta Pineda (3,8 km, 31’-62’)

Pagaiando verso sud si incontra la spiaggia della Fossola, seguita da alcune piccole grotte. Il promontorio di Lama Crexia coincide con l’inizio della zona protetta: i canoisti devono girare attorno all’area di protezione totale, seguendone il perimetro segnalato dalla presenza delle boe. Da questa distanza, è facile vedere i terrazzamenti e le cremagliere delle monorotaie, costruite per facilitare il lavoro nei ripidi vigneti.
Alla fine della Zona A, troviamo il “Seno diCanneto”, una bella insenatura con una cascata e una spiaggia di ciottoli. Poco oltre, ecco la minuscola spiaggia di Pineda e l’omonima sporgenza di Punta Pineda. Spettacolare!

Noleggio canoe e kayak all’interno del territorio del Parco delle Cinque Terre

Riomaggiore: Associazione Diving 5 Terre: tel +39 0187 920011Cell +39 339 8342798http://www.5terrediving.it/?o=servizi (10 kayak singoli e 2 doppi)

Monterosso: Proloco: 0187 817506 Samba: 339 6812265(10 kayak doppi e 7 singoli)

Vernazza: Vincenzo Basso 331 4710925 (5 kayak doppi e 2 singoli)
Levanto: Rosa dei venti 3294511981 (10 kayak e canoe)

Dove mangiare:

Dove dormire:

Fondale marino: falesia o scogli. Il fondo degrada in generale abbastanza velocemente verso i 60 metri di profondità. Laddove è presente fondo incoerente o dove un minimo di sedimento si è accumulato tra le rocce, trova spazio il posidonieto, che raggiunge la sua massima espressione presso Monterosso, tanto da aver meritato il riconoscimento di Sito di Importanza Comunitaria.

Anche a bordo di un kayak è possibile apprezzare parte delle forme di vita, acquatica e non: Posidonia – Barchetta di San Pietro – Pomodoro di mare – Anemone di mare – Polmone di mare – Medusa luminosa – Cassiopea mediterraneaAcciuga– Sugarello – Tursiope – Grampo – Gabbiano reale.

Attrezzatura: kayak, i più diffusi nell’AMP Cinque Terre includono il tipo aperto o “sit-on-top” (più adeguati per un uso estivo e per brevi tragitti), da mare (per uso turistico, può essere usato tutto l’anno e per lunghi tragitti) e da turismo. Pagaia: in legno, metallo, plastica, fibra di carbonio o una combinazione di questi materiali; serve alla propulsione del kayak. Abbigliamento: fondamentale per tutte le attività all’aria aperta. A seconda della stagione, i vestiti possono tenere il canoista caldo e asciutto oppure proteggerlo dalla luce del sole in estate. Cappello, guanti e occhiali da sole possono rivelarsi fondamentali in alcuni casi; nei mesi più freddi è meglio usare abbigliamento stagno dedicato. Giubbetto di salvataggio: essenziale in caso di incidente per restare a galla e a tenere le vie aeree superiori sopra il livello dell’acqua, in caso di rovesciamento. Paraspruzzi: si usa con il kayak da mare e da turismo, ma non con il sit-on-top; Si indossa attorno alla vita e si allaccia attorno al pozzetto; aiuta a tenere l’acqua fuori dallo scafo in caso di onde o di scuffia. Borse/contenitori stagni: disponibili in diverse misure e formati, aiutano a tenere asciutti vestiti, apparecchiature elettroniche e documenti; Binocolo: per osservare soggetti lontani e scorgere animali timidi e suscettibili senza avvicinarsi troppo. Fotocamera digitale: specialmente se impermeabile, è la compagna perfetta per ogni escursione. GPS: le sue periferiche possono determinare la posizione sulla terra con grande precisione; alcuni modelli possono mostrare altre informazioni come mappe, infrastrutture ecc.

Codice di condotta: Si raccomanda ai canoisti di mantenere basso il livello di impatto sull’ecosistema. Raccogliere informazioni sull’area, dove dormire, dove trovare cibo e acqua potabile, usare attrezzature adeguate, non mettere a rischio la propria incolumità o quella degli altri; smaltire i rifiuti in modo corretto. Rispettare la natura: osservare sempre da una certa distanza, pagaiare lentamente vicino a mammiferi marini e ad uccelli per non spaventarli; essere rispettosi verso gli altri visitatori: rispettare gli altri e tutelare la qualità della loro esperienza.

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